Insomma, dopo anni di tentativi, impasti buttati, urla e nervosismi vari causati dalla mal riuscita di uno dei dolci della tradizione a me più cari, eccolo.
Ce l’ho fatta.
Vi sembrerà una cavolata, ma la soddisfazione nel mangiarlo e dire “Sì, l’ho fatto io! Con pazienza, dedizione, voglia di fare!” è qualcosa di inimmaginabile.
Pazienza forse è la parola che racchiude questa ricetta. 3 impasti, ore infinite di lievitazione e tranquillità. Esatto, avete proprio capito bene: tranquillità, perché il panettone non si deve stressare e deve lievitare e poi cuocere tranquillamente senza aprire sempre il forno, perché a lui non piace che lo si guardi troppo mentre cresce!
Comunque, al di là di tutto, fatelo, perché non sarà perfetto come quello dei fornai, ma l’avrete fatto voi, e non c’è gesto più bello di mettersi a tavola con tutta la famiglia e mangiare insieme una cosa fatta con amore e pazienza.

Ecco la ricetta!


INGREDIENTI:

per il lievitino:
– 70 GR DI FARINA MANITOBA (0)
– 15 GR LIEVITO DI BIRRA FRESCO
– 50 ML ACQUA TIEPIDA
– 1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO

per il primo impasto:
– LIEVITINO
– 180 GR DI FARINA MANITOBA
– 100 GR DI FARINA 00
– 130 ML ACQUA TIEPIDA
– 80 GR DI ZUCCHERO
– 2 TUORLI– 70 GR DI BURRO

per il secondo impasto:
– PRIMO IMPASTO
– 50 GR DI FARINA MANITOBA
– 30 GR FARINA 00
– 40 GR DI ZUCCHERO
– 20 GR DI BURRO
– 2 TUORLI
– 1 CUCCHIAINO DI SALE
– 1 CUCCHIAIO DI AROMA DI VANIGLIA
– 150 GR DI UVETTA
– 50 GR DI CANDITI DI ARANCIA

PROCEDIMENTO:


Per prima cosa preparate il lievitino: sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida. In una ciotola mescolate la farina e lo zucchero e unite a questi il lievito sciolto. Amalgamate con una cucchiaio il tutto cercando di formare una palla omogenea. Non preoccupatevi, sarà appiccicosa, è normale!

Coprite con la pellicola trasparente e lasciate lievitare in forno spento ma solo con la luce accesa per circa un’ora e mezza, o almeno fino al raddoppio.
Una volta raddoppiato, trasferite il lievitino nella ciotola della planetaria e azionate il gancio impastatore.

Unite al lievitino, lo zucchero, i tuorli, le due farine (non importa che vengano setacciate) e l’acqua, sempre tiepida, poco alla volta.
Lasciate andare l’impastatrice per 10/15 minuti e successivamente unite il burro a fiocchetti , a temperatura ambiente.

Una volta che si sarà ben amalgamato al tutto e l’impasto risulterà ben elastico e omogeneo, lasciatelo nella ciotola della planetaria, copritelo con pellicola trasparente e mettetelo a lievitare a forno spento, con la luce accesa per 3 ORE (dovrà raddoppiare, se non addirittura triplicare, più lievita, più sarà alveolato, buono e digeribile!).

Dopo 3 ore, azionate nuovamente la planetaria e cominciate ad inserire gli ingredienti del secondo impasto. Unite al primo impasto lo zucchero, i tuorli, le due farine e l’aroma di vaniglia e lasciate andare la planetaria per 10 minuti.

Passati, unite il burro a temperatura ambiente e una volta assorbito, aggiungete l’uvetta e i canditi (io avrei messo anche le gocce di cioccolato al posto dei canditi, ma la famiglia non gradiva!)

Qui viene la parte forse più complessa: trasferite il vostro impasto su una spianatoia e aiutandovi con un po’ di farina, se necessaria, formate un panetto e realizzate delle pieghe “arrotolando” su se stesso l’impasto, allungandolo e arrotolandolo nuovamente dalla parte opposta.
Questo servirà per rendere ancora migliore l’alveolata del lievitato.

Riformate il panetto e lasciatelo lievitare 30/45 minuti coperto con un canovaccio sopra alla spianatoia. Passati i minuti, riformate per due volte le pieghe e disponete il panetto in una forma di carta da panettone da 1KG.
Mettetelo a lievitare in forno spento con solo la luce accesa, coperto da pellicola trasparente, fino al raggiungimento del bordo (ci vorranno circa 2h30). 

Raggiunto il bordo, praticate una taglio a croce sulla superficie e ponete un fiocchetto di burro al centro. Cuocete il vostro panettone in forno statico, preriscaldato a 180° per 50 minuti. Se vedete che la superficie si scurisce troppo, coprite il vostro panettone con un foglio di carta di alluminio.

Fate sempre la prova stecchino e se necessario, prolungate la cottura per altri 10 minuti. 
NOTA BENE: rispettate sempre e attentamente i tempi di lievitazione e di impasto!!
Se riuscite ad aspettare, non come ho fatto io, lasciatelo raffreddare bene per almeno due ore e poi…beh, poi mangiatelo, e Buon Natale! 
(Sono rimasta bambina, e sì, vorrei ci fosse sempre lo spirito del Natale.
Oggi è il 22 ottobre, ma per me è Natale anche oggi.)


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