In una giornata tra “sfaruscoli” di neve (come si dice a Bologna!) e freddo gelido, la Dalì experience ha saputo regalare sorrisi, curiosità, cultura e, cosa che non manca mai in una città come questa, buon cibo.

I ragazzi di Adesso Pasta Car Ristorante, localino carinissimo situato in Via IV novembre 12 a due passi (ma proprio due!) da Piazza Maggiore, ci hanno accolti con tutta l’allegria e la genuinità che caratterizza anche i loro prodotti. Partiti tutti noi blogger col “ma sì, faremo un breve e leggera cena”, ci siamo trovati sul tavolo in men che non si dica vino rosso, salumi, formaggi e un cestino con pane e crescenta: ma come si dice, alla fine è ancora periodo di festa, vero?

A seguire non potevano mancare piatti come tagliatelle al ragù bolognese, gramigna con salsiccia e trenette al pesto e siccome io devo sempre distinguermi, non hanno esitato due volte a prepararmi un piatto semplice, ma eccellente, di spaghetti al pomodoro. Dopo le feste i calcoli dentro di me hanno brontolato, meglio non farli troppo arrabbiare!Ma vi posso assicurare una cosa: apparentemente banali per qualcuno, ma quegli spaghetti, come direbbe Alberto Sordi, mi avevano provocato e io li ho mangiati! Post scriptum: per chi li dovesse ordinare, attenzione, lo spaghetto è fetente per cui munitevi di bavaglio al collo o la vostra maglia si salverà molto difficilmente!

Durante la cena il curatore della mostra di Salvador Dalì ci ha introdotto quello che poi avremmo visto da lì a poco. Terminata la cena con un caffè al volo e milioni di chiacchiere e foto social, ci siamo incamminati verso via Barberia e in particolare verso Palazzo Belloni, luogo dove avremmo incontrato quel genio incontrastato di Dalì.Filo conduttore e prima scultura ai nostri occhi è Alice nel Paese delle Meraviglie e la sua idea del tempo, gli orologi ovunque, che ritroveremo e troverete in tutto il viaggio della mostra.Ma cosa significa Alice per Dalì? L’artista fu chiaramente attratto dall’incredibile e affascinante storia e dai suoi personaggi. Alice viene considerata l’eterna bambina che risponde alla confusione del mondo dietro allo specchio con l’ingenuità e la logica irrefutabile dei bambini.

Da Alice, che incontreremo anche più avanti, ci spostiamo in una sala piena di occhi in memoria del film con la grande Ingrid Bergman.
Subito dopo è il momento nella Donna in Fiamme, scultura molto espressiva che combina due delle ossessioni di Dalì: il fuoco e una figura femminile a cassetti, i quali ritroverete ogni tanto nel vostro percorso. 

Ed ecco che ci imbattiamo in elefanti dalle lunghissime gambe, uno trionfale e l’altro spaziale. Entrambi richiamano sempre il paradosso e il contrasto daliniano tra le gambe sottili e fragili e la figura dell’elefante, possente e forte.
Ammiriamo, o almeno ammiro, stupefatti i racconti disegnati in vari quadri: sono il Bestiaro di La Fontaine, serie di racconti scritti appunto da La Fontaine e che sono la reinterpretazione delle fiabe classiche di Esopo.

Particolare e surreale la stanza del tempo. Surreale anche per l’idea dell’orologio che si scioglie, quasi come un bel pezzo di Camembert al sole, parola di Dalì. E ancora lumache, disegni di Alice nel Paese delle Meraviglie, fino alla donna giraffa, a simboleggiare ancora una volta il rapporto fra le cose stabili e non.
Non dimenticate la rosa: particolare e “interattiva”, starà a voi immaginare a cosa serva e come si debba osservare. Non abbiamo potuto fare a meno di imbatterci nel divano a forma di labbra Mae West il quale ribalta il metodo critico e paranoico di Dalì e con il quale si cerca di vedere immagini diverse in oggetti di uso quotidiano. Il colore è sobrio, praticamente adattabile alle vostre case e salotti senza problema, credetemi sulla parola.
Vedrete poi elementi matematici, la perfezione secondo Dalì per realizzare una scultura eccellente.Vedrete una donna e la sua fertilità mangiata da insetti e vedrete lavatrici che parlano. Dalì e la sua mostra rappresenta l’assurdo, la follia, l’essere pieno di contrasti. Ma come disse lui tempi indietro, “La vera opera d’arte qui, sono io”.
Ah, dimenticavo di menzionarvi delle formiche: piccoli insetti che accompagnano i visitatori e che troverete ovunque, dai muri, al pavimento e persino dentro i bagni, dove dovrete per forza andare, anche senza averne reale bisogno.Questo è un ordine!Ultima cosa: avete tempo fino al 7 maggio per visitare la mostra, non lasciatevela scappare!


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